Nikita’s Blog

Luglio 6, 2009

Altalenante il prezzo del petrolio, paura per il recupero

L’estrema volatilità che ha attanagliato i mercati del petrolio negli ultimi 18 mesi ha mostrato alcun segno di rallentamento, con i prezzi del petrolio più che raddoppiato dall’inizio dell’anno, nonostante un anno eccezionalmente debole  per l’economia.
L’instabilità dei prezzi del petrolio e del gas è sconcertante, funzionari del governo, della politica e gli analisti, temono che potrebbe compromettere la ripresa mondiale. Imprese e  consumatori, che sono già di fronte agli effetti di una recessione pungente, si cerca invano di indovinare dove il prezzo del greggio arriverà tra un anno o  addirittura tra un mese.Si è verificato negli ultimi 12 mesi, una selvaggi corsa dei mercati petroliferi. La scorsa estate, i prezzi sono aumentati, ad un livello superiore a 145 $ al barile, e la benzina a a più di $ 4 al gallone. L’economia globale si è arrestata, l’olio è caduto a 33 $ al barile nel mese di dicembre, ma il petrolio è salito dal 55 per cento dall’ inizio anno, a 70 $ al barile, spingendo nuovamente i prezzi del gas fino a $ 2,60 al gallone, secondo AAA, l’automobile club.
lla fine della scorsa settimana di negoziazione, i futures del petrolio è sceso $ 2,58, a $ 66,73 al barile, dopo l’aumento di cui sopra 72 $ al barile il mese scorso.
Le case automobilistiche General Motors e Chrysler sono state costrette al fallimento,  in diffivoltà anche le compagnie aere, sempre per l’aumento del carburante. Molti fattori che ha spinto i prezzi del petrolio fino l’anno scorso sono tornati. Fornitura strisciante,  i timori sono di nuovo nel mercato, con un nuovo ciclo di violenza in Nigeria, ricca di petrolio nel delta del Niger crimpaggio produzione. E ci sono sempre più il timori che l’instabilità politica in Iran potrebbe estendersi sul mercato petrolifero, potenzialmente ostacolano le esportazioni del paese. Né l’organizzazione, né i suoi membri chiave,ha un vero e proprio interesse a fermare l’aumento dei prezzi del petrolio”, ha detto in un rapporto del Center for Global Energy Studies, un gruppo di consulenza a Londra, fondata da sceicco Ahmed Zaki Yamani, ex petrolio saudita ministro.
A differenza dello scorso anno, quando l’economia non era ancora in recessione e la domanda di materie prima era forte, il mondo di oggi è impantanato nella sua peggiore crisi in oltre mezzo secolo. La Banca Mondiale ha messo in guardia  che la recessione sarebbe più profonda di quel che si pensa e in precedenza ha detto l’eventuale recupero del prossimo anno dovrebbe decisamente essere debole.
Fonte New York Time

2 Commenti »

  1. Secondo me la svolta sarebbe l’innovazione con carburanti non inquinanti, come l’idrogeno per esempio, darebbe nuova linfa alle industrie che dovrebbero produrre l’idrogeno, a quelle dei serbatoi (che sono speciali), alle case automobilistiche, che con incentivi statali promuoverebbero un nuovo mercato globale dell’auto, e non per ultimo, ai distributori, che dovrebbero aggiornarsi con il nuovo tipo di rifornimento.
    Secondo me, una parte dell’economia potrebbe ripartire, se non fosse il fatto che si è ancora troppo ancorati mentalmente al vecchio…in poche parole, non si vuole cambiare.
    Ti abbraccio e ti auguro una buona serata.

    Commento di Ivano Natalini — Luglio 6, 2009 @ 8:20 pm

  2. interessante post, sarà dura linkarti x sono un’autodidatta di pc, ma ci provo, vedo che sei su fb, anche io, adesso passo a trovarti buona serata

    Commento di caravaggio — Luglio 7, 2009 @ 7:47 pm


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