A caccia del lusso (e non solo) in aereoporto. Altro che Via Monte Napoleone, Champs-Élysées o Bond Street, centro dello shopping dell’alta moda e grande ritrovo cosmopolita è il duty free, immancabile appuntamento per i maniaci degli acquisti che lo considerano la parte più bella del viaggio. Per altri è solo un passaggio obbligato, comunque piacevole, prima di salire a bordo. Per altri ancora solo il trionfo del consumismo.
Lontani dal caos delle città Quel che piace è che nei duty free, che vantano un’alta concentrazione di grandi griffe, dalle più esclusive boutique della moda ai negozi di prodotti tipici, senza escludere l’hi-tech (ma ci sono anche ristoranti, parrucchieri, farmacie e supermercati), si possono fare acquisti lontano dal caos della città, per di più nel tempo morto dell’attesa del volo. Tempo invece preziosissimo per i titolari degli esercizi che fanno a gara per accaparrarsi i punti più strategici dei terminal dove il viaggiatore non rinuncia a farci una capatina. E conti alla mano il giro d’affari è notevole: 37 miliardi di dollari nel 2008, di cui il 41,3% in Europa.
















