La Cgil sceglie la modalità della mobilitazione generale per richiedere al Governo una svolta di politica economica e sociale.

Al fine di “governare la crisi, evitare che essa scarichi le proprie conseguenze sulle famiglie dei lavoratori e dei pensionati e sui precari”.
Lo sciopero generale, previsto per domani 12 dicembre, prevede a seconda dei settori che lo sciopero sia di quattro, otto ore o di tutta la giornata lavorativa.

POSTE. I dipendenti di Poste Italiane, delle aziende del gruppo Poste e del settore degli appalti e dei recapiti postali, sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro;


RISTORAZIONE, FARMACIE, IMPRESE PULIZIA. I lavoratori dei settori della ristorazione collettiva, della distribuzione del farmaco, delle farmacie private e speciali, delle imprese di pulizia servizi integrati/multiservizi sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro.

STRADE, PORTI. I lavoratori dei porti, merci e logistica, agenzie marittime, autostrade, Anas compresi, Ferrovie e TPL (solo impianti fissi) si fermano otto ore.

TRASPORTI. I lavoratori dei settori addetti alla circolazione sono tenuti a garantire i servizi essenziali e le fasce di garanzia. Nelle FS (e appalti) i dipendenti incroceranno le braccia dalle 14.00 alle 18.00. Il Trasporto pubblico locale e i marittimi si fermeranno 4 ore seguendo modalità definite a livello locale.

BANCHE. I lavoratori del credito sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro; quelli della Banca d’Italia l’intero turno di lavoro.

IGIENE URBANA. I lavoratori del settore, pubblico e privato, sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro.

SCUOLE E UNIVERSITA’. Gli addetti della formazione professionale, delle scuole non statali, delle università non statali, delle scuole italiane all’estero, dei corsi ex legge 153, dei lettorati presso le università sciopereranno per l’intera giornata. I lavoratori della scuola, dell’alta formazione artistica e musicale sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per l’intera giornata o turno di lavoro. Anche i lavoratori dell’Università e della Ricerca sciopereranno per l’intera giornata.

STATALI. I lavoratori del Pubblico Impiego, delle Regioni, delle Autonomie locali, della sanità pubblica e privata, si fermano l’intera giornata rispettando i servizi minimi indispensabili. I lavoratori dei settori socio sanitario, assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo privato
sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro.

TLC, GAS, ACQUA. Nelle telecomunicazioni i dipendenti che applicano il contratto nazionale telecomunicazioni (e Legge 146/2000) sciopereranno per l’intero turno di lavoro;i lavoratori dei settori elettrico, gas-acqua, calore, energia e petrolio soggetti ai vincoli della legge, nel rispetto dei
servizi minimi indispensabili sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro.

SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI. In generale i lavoratori di tutti gli altri settori od attività regolamentati dalle leggi (146/90 e 83/2000) sullo sciopero nei servizi pubblici, sciopereranno per 4 ore con modalità che saranno comunicate dalle rispettive categorie a livello nazionale o territoriale.

sciopero

Update 11 Dic ’08 

La C.I.G.L sospende lo sciopero dei treni.

“In considerazione delle avverse condizioni meteorologiche e del peggioramento annunciato in alcune zone per la giornata di domani, il personale addetto alla circolazione del trasporto ferroviario e’ esonerato dalla partecipazione allo sciopero sull’intero territorio nazionale; il personale addetto alla circolazione del Trasporto Pubblico Locale sara’ esonerato limitatamente alle situazioni colpite dal maltempo”

Fonte AGI

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20 pensieri su “La Cgil sceglie la modalità della mobilitazione generale per richiedere al Governo una svolta di politica economica e sociale.

  1. Se c’è qualcuno che pensa di risolvere la crisi ecionomica con lo sciopero generale è sciocco o difende interessi di tipo diverso, magari politici.
    Siccome ritengo che il sindacato non sia sciocco
    lascio a voi giudicare.
    Questa è una crisi economica mondiale, la cui soluzione non può essere fatta a livello nazionale,
    e tantomeno dall’ Italia che per rincorrere le
    richieste sindacali degli ultimi 30 anni ha creato un debito pubblico unico nel mondo.
    Secondo me oltre alla concertazione dei governi
    G 8 G 20 Europa ecc… è necessario lavorare di più e meglio; e forse fra una decina d’anni cominceremo a raccogliere i primi frutti.

  2. @Bruno
    Siucuramente lo sciopero non risolverà alcuna crisi economica, ma è ora che il popolo, quello che non arriva a fine mese si faccia sentire, quali mezzi abbiamo a disposizione? Lo sciopero è uno se non l’unico metodo per far valere i nostri diritti!
    Dici lavorare di più, certo ce ne fosse la possibilità il problema sarebbe già risolto.
    Un saluto

  3. Il lavoro c’è peccato che spesso non lo facciamo o pretendiamo che lo facciano altri.
    Certo che se vogliamo cominciare a lavorare quando si è in piena crisi è difficile risolvere i problemi.
    Ti sei mai chiesto perchè in italia ci sono 3,5
    milioni di statali e gli altri ne hanno meno?
    Ti sei mai chiesto perchè nonostante la paga oraria in Italia sia quasi la più bassa d’Europa
    il costo del prodotto è più alto?
    Ci sarebbero centinaia di domande che vorrei porti, ma se poi per te l’unica soluzione è lo sciopero, non posso mica obbligarti a pensarla diversamente.
    Sappi però che tutte quelle ore che scioperi non ti vengono pagate, e quando le aziende non hanno lavoro lo sciopero è un toccasana.

  4. A quanto pare sono tante le cose che non servono più: il Parlamento, la Costituzione, le Scuole dei Comuni piccoli, la Scuola pubblica in genere, i lavoratori del pubblico impiego, i lavoratori stranieri e il sindacato, a quanto pare. Oggi, in un momento di crisi mondiale, serve la linea aerea di bandiera, servono le banche, servono cittadini che spendano, che vadano in vacanza, e che non abbiano niente da ridire sul governo e sulle sue scelte, che adoprino felici la Social Card. Giuro, per ideologia s’intende, che domani sciopererei anche se fossi d’accordo con questo governo arrogante e autoreferenziale.

  5. @Bruno
    Non ho detto che lo sciopero andrà a risolvere la crisi, ma che aderirvi è un diritto del lavoratore!
    E perfavore non nascondiamoci sempre dietro la demagogia, il lavoro c’è e pretendiamo che lo facciano gli altri, è ormai una frase fatta, il lavoro scarseggia, e te lo dico dall’estremo ed ex ricco Nord-Est.Le paghe si sono abbassate almeno del 30% se per te questo significa che il lavoro c’è, ti lascio la tua idea.

    Nikita/donna 😛

    Ciao Bruno ,e qui ricorda che siamo in democrazia, libero/i di esprimere il proprio modo di vedere le cose.

  6. Io ho moglie e 1 filio con 1620 euro al mese dopo 28 anni di lavoro di cui 350 d’affitto e 150 per un’auto cambiata dopo 11 anni. Caro Bruno mi spiega che lavoro fa e in che mondo vive? Grazie

  7. Non so dove si è perso il mio commento. Cerco di riscriverlo, premettendo che sciopererò.
    1 Contro questo governo arrogante
    2 Per la Costituzione
    3 Per la scuola Pubblica
    4 Per il Parlamento
    5 Per tutti i lavoratori, fannulloni o ladri, perchè sarà solo per loro se ce la faremo, e non per la Compagnia di bandiera! Paona

  8. Io sciopero per scioperare. Se no che sciopero è se nessuno sciopera? Sarebbe un no-sciopero, e quindi alla fine non servirebbe a nulla, invece se si sciopera non serve a nulla lo stesso, ma almeno possiamo dire “abbiamo scioperato”. Fa figo e molto fashion.

  9. @http500
    E’ dai confessa che qui ti sono venuta in aiuto io con il commento sopra 😀
    Comunque saranno quei 60/70/80 € di chi può scioperare, a fare un atto di solidarietà verso i molti che non possono permettersi di perdere una giornata di lavoro!
    Quindi tu sciopera!

  10. Lo sciopero è un diritto e una conquista fondamentale, il sindacato è una garanzia ed una conquista fondamentale, la politica e la democrazia è l’essenza per una esistenza libera e autodeterminata. Il vero problema dell’italia e che chi organizza oggi lo sciopero, ma anche chi non lo organizza, si erge a difensore, del malcostume, dei lavoratori sfruttati ma sono i stessi che hanno permesso che succedesse tutto ciò, anzi hanno difeso l’indifendibile hanno protetto i privileggi essendo loro stessi i privileggiati, diritti ai lavoratori e chi fa parte del loro clan ma chi non è nel circuito non ha diritto a nulla costringendo tutti a cercare la raccomandazione l’appoggio la casta per far parte del clan. Ma il dramma è che chi è contro lo sciopero sono il derivato dei stessi politici di 20 o 30 anni fa camuffati non sempre e non troppo bene da nuovo, ma con i stessi interessi, le stesse corporazioni da difendere e da accondiscendere. Scioperare per cosa? per chi? per far fare a tutti la fila davanti alle banche come in Argentina sperando che la stessa sorte che tocca a me possa toccare anche a quello più fortunato che fino a ieri girava con l’auto nuova fatta a rate o ha fatto i sacrifici per una vita per comprarsi la casa nella periferia estrema 30 anni fà e che oggi è però semi periferia.
    Questa è l’Italia, il paese della pagnotta!

  11. @Alessandro
    E per sta pagnotta qualcosa dobbiam pur fare. Concordo con te, scendono da una poltrona per salire sull’altra, stesse persone, stessi interessi, che non sempre vanno di pari passo con quelli dei lavoratori. Non ci resta che provare, abbiamo questo diritto e per questo se possibile sfruttiamolo. Senza sfera di cristallo, affidiamoci alle uniche armi che possediamo.
    W l’Italia che lavora e che si incazza se la pagnotta le vien sottratta!

  12. Concordo nikitaitaly
    speriamo in tempi migliori, mettiamo sotto l’albero di Natale la speranza di comprendere che la vera solidarietà non è difendere solo i nostri interessi ma pensare di più a quelli che gli interessi non li hanno mai avuti.
    Diritti e doveri uguali per tutti nella libertà e rispetto per gli altri.
    Un saluto

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