Carfagna e Matera, risolto il mistero

Davide Mengacci sta esagerando, vantarsi dei propri meriti è un diritto ma a volte non è una grande idea. Ha voluto ricordare alle masse italiane che tutto ciò che tocca diventa oro. Prendete Mara Carfagna, prima era una semplice attricetta, partecipava a trasmissioni televisive. Poi il  miracolo: viene chiamata da Mengacci alla tramissione la ” Domenica del Villaggio”, e magicamente diventa Ministro.

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Influenza: Giovane partoriente muore dopo parto cesareo

Una spagnola di 19 anni che aveva contratto la nuova influenza durante la gravidanza, e’ la prima vittima del virus nel Paese iberico. La giovane e’ morta in ospedale a Madrid. Era stata ricoverata alla 28ma settimana di gravidanza e ieri, davanti all’aggravamento delle sue condizioni, i medici avevano praticato un parto cesareo per consentire la nascita del bambino che e’ in buone condizioni e non ha contratto il virus.

Viareggio:Due carri cisterna esplodono seminando morte e distruzione

Due carri cisterna contenenti gas gpl sono esplosi, seminando morte e distruzione nei paraggi. Il bilancio alle 3,00 parla di sei morti e una cinquantina di feriti. Di questi, 35 presentano ustioni di terzo grado e cinque di loro, compreso un bambino, sarebbero in pericolo di vita. Il comandante dei Vigili del fuoco, Antonio Gambardella, parla di bilancio provvisorio. Un bambino è stato estratto vivo dalle macerie delle abitazioni crollate.

Il treno merci, composto da 14 vagoni, è deragliato quando stava per essere deviato su un binario morto. L’esplosione ha investito gli edifici circostanti: diversi edifici, nei pressi di un supermercato Pam, sono stati distrutti dall’onda d’urto dell’esplosione. Molti edifici sono stati evacuati per il pericolo di altre esplosioni, così come tutta la zona attorno alla stazione, posta proprio nel centro cittadino. Dalla zona si levano fiamme altissime.

Una decina le abitazioni in fiamme, secondo i vigili del fuoco. L’esplosione ha interessato un’area di circa 300 metri attorno binari, dove sono presenti diverse abitazioni a due piani. Le operazioni di soccorso sono complicate dal fatto che sui binari vi sono ancora cinque cisterne contenenti gas gpl, alcune rovesciate, con migliaia di litri di liquido infiammabile che rischiano di esplodere.

Le ipotesi sulle cause. All’origine del disastro, smentita la prima voce che parlava di una collisione fra treni, potrebbe esserci stato un cedimento strutturale su uno dei vagoni del treno merci. E’ l’ipotesi fatta dalle forze dell’ordine. Dopo il deragliamento ci sarebbe stata una fuoriuscita di gas. Il gpl, riferiscono le fonti della prefettura e dei vigili del fuoco, avrebbe formato una nube di gas che ha raggiunto una vicina abitazione. A quel punto, una scintilla avrebbe provocato l’esplosione non solo dei vagoni ma anche della palazzina satura anch’essa di gas. Altre abitazioni adiacenti sono state coinvolte, prendendo fuoco.

Sono circa 300 i vigili del fuoco impegnati nei soccorsi. Al lavoro i vigili del fuoco dalla Toscana, oltre a diverse decine di uomini provenienti da Genova, Parma e La Spezia. Stanno inoltre raggiungendo la cittadina toscana anche i nuclei Nbcr (Nucleare biologico chimico radiologico) da Liguria, Emilia Romagna e Toscana e il nucleo speciale di Venezia. Presenti anche i nuclei cinofili da Pisa Livorno e Siena, specializzati nelle ricerche sotto le macerie. Oltre a cercare di porre sotto controllo le fiamme, i vigili del fuoco sono impegnati anche nell’opera di raffreddamento degli altri vagoni contenenti il liquido infiammabile.

Nella sede del Commissariato di Viareggio è stato predisposto un centro operativo per coordinare i soccorsi, diretti dal prefetto di Lucca Carmelo Aronica e dal questore Maurizio Manzo, secondo i quali non è ancora certa la dinamica dell’incidente. Nel campo predisposto davanti alla sede del Comune, dove sono giunti mezzi di soccorso provenienti da tutta la regione, sono ricoverati i casi meno urgenti, così da non intasare il pronto soccorso dell’ospedale Versilia, dove sono stati ricoverati i feriti più gravi. Gli ustionati più gravi sono stati trasportati nei centri specializzati di Genova e Pisa.

La bravura dei macchinisti. Da più parti si segnala la presenza di spirito dei macchinisti del treno merci, che hanno cercato in tutti i modi di evitare che il convoglio a loro affidato si fermasse nell’area centrale della stazione.

«La cabina è stata invasa dal gas, siamo riusciti a scappare. Siamo vivi per miracolo». È quanto hanno raccontato ai soccorritori i macchinisti del treno. Ai sanitari che li stavano trasportando all’ospedale, i macchinisti hanno detto che i vagoni deragliati sono quelli posteriori. I due hanno raccontato che il convoglio stava procedendo a 90 chilometri orari e che il limite era 100. I macchinisti si sono accorti che i vagoni erano deragliati e che la loro cabina era stata invasa dal gas. Sono così riusciti a fuggire prima dell’esplosione, portando con sè la valigetta con le specifiche del carico. I due sono stati trasportati all’ospedale e le loro condizioni non sono gravi.

La sfortuna. La prima vittima trovata è un uomo che passava all’esterno della stazione in sella al suo ciclomotore: l’esplosione lo ha investito in pieno, trasformandolo in una torcia umana. Si tratta di un viareggino di 34 anni. La fidanzata, che era con lui, è ricoverata in ospedale.

Fonte:Il Mattino

Janet joins star-studded tribute to Michael Jackson at BET awards

With deep sadness etched in her face and tears welling in her eyes, Michael Jackson’s younger sister Janet made her first public appearance since his death, joining a star-studded tribute to the King of Pop at the Black Entertainment Television awards in Los Angeles overnight.

Janet-Jakson

Janet, an internationally popular singer in her own right, took to the stage at the end of the awards ceremony and explained that while Michael Jackson was an icon to many people around the world, to the Jacksons “he was family”.

As her father Joe watched frrom the front row, Ms Jackson strolled to the microphone, took a deep breath, and addressed the audience: “My entire family wanted to be here tonight, but it was just too painful, so they elected me to be here.

“On behalf of my family and myself, thank you for all your love. He will forever live in all of our hearts. We miss him so much.”

After she spoke, the audience rose to their feet in an emotional standing ovation. Oscar-winning actor and rapper Jamie Foxx then closed the show singing the Jackson Five hit I’ll Be There to a backdrop of photos of the star, reducing many to tears.

Joe Jackson had earlier walked the red carpet and posed for photos with guests – many of whom wore Michael Jackson t-shirts or single white gloves in tribute. “Right now he is the bigger than ever. I wish he was here to see all this, to hear all this,” Mr Jackson told CNN on the red carpet.

He also spoke of the family’s grief: “It has been really tough. We have just lost the biggest star, the biggest superstar, in the world.”

The BET awards are an annual event which celebrate the achievements of African Americans and other minorities in music, acting, sports, and other fields of entertainment over the past 12 months.

BET chairwoman Debra Lee said the television network had decided to make the awards an unofficial memorial to Jackson because he was “the biggest thing that’s happened to music in our lifetime”.

“When we heard he had passed away we knew we had to revamp this whole show and make it special just for him,” Ms Lee said, after describing Jackson as a “musical deity”.

“It’s going to be a celebration tonight, it’s going to be a little sad, but it’s going to be a celebration.”

And celebration it was. Foxx hosted the awards ceremony, which doubled as the first publicly broadcast tribute to the African American community’s biggest star.

Foxx donned a copy of Jackson’s famous red leather jacket and a sparkling white glove as he entered the stage earlier in the night to the sound of some of Jackson’s most famous tunes while he re-enacted the choreography to his iconic hit Beat It, complete with crotch-grabbing and a moonwalk on stage.

Addressing the celebrity guests, he said: “No need to be sad. We want to celebrate this black man. We gonna go through all of Michael Jackson.”

Singer Beyonce sang a moving version of Ave Maria in his honour, while other tributes came from American R&B band New Edition sang a medley of Jackson Five hits including I Want You Back and ABC, complete with the classic dance moves. Singer Keri Hilson channeled Jackson in a black suit, white socks and shades while on stage, but her performance of her own song was overshadowed by the audience chanting “Michael Jackson, Michael Jackson”.

The red carpet was also awash with t-shirts bearing Jackson’s face, and single white gloves. Stars arriving on the red carpet told of their personal stories about the King of Pop, and hailed Jackson – whose 1991 single Black or White promoted racial unity and was one of his biggest hits – for breaking down racial barriers.

Several stars also lauded Jackson’s role in giving African-Americans a hero to idolize.

“He’s one of the reasons why Barack Obama is president,” said hip-hop mogul Sean ‘Diddy’ Combs, who labelled Jackson “the greatest artist of all time”.

“He started the change in the world about how African-Americans are perceived,” he added.

Singer Alicia Keys urged people to remember Jackson in a “respectful, positive way”. “We miss him and we love him and we just feel devastated,” she said.

Asked how Jackson had influence her, Keys replied: “In every way. How could he not influence us to break the barrier and to think bigger, and to try new things and to break the rules. Tonight I think is a true memorial for him. It’s really about honouring him this evening.”

Fonte: Times Online

Maturità 2009: per il classico Cicerone.

Cicerone (Rhetorica-De Officiis-Liber Primus)
Nec vero audiendi qui graviter inimicis irascendum putabunt idque magnanimi et fortis viri esse censebunt; nihil enim laudabilius, nihil magno et praeclaro viro dignius placabilitate atque clementia. In liberis vero populis et in iuris aequabilitate exercenda etiam est facilitas et altitudo animi quae dicitur, ne si irascamur aut intempestive accedentibus aut impudenter rogantibus in morositatem inutilem et odiosam incidamus et tamen ita probanda est mansuetudo atque clementia, ut adhibeatur rei publicae causa severitas, sine qua administrari civitas non potest. omnis autem et animadversio et castigatio contumelia vacare debet neque ad eius, qui punitur aliquem aut verbis castigat, sed ad rei publicae utilitatem referri. . Cavendum est etiam ne maior poena quam culpa sit et ne isdem de causis alii plectantur alii ne appellentur quidem. prohibenda autem maxime est ira puniendo; numquam enim iratus qui accedet ad poenam mediocritatem illam tenebit quae est inter nimium et parum quae placet Peripateticis et recte placet modo ne laudarent iracundiam et dicerent utiliter a natura datam. Illa vero omnibus in rebus repudianda est optandumque ut ii qui praesunt rei publicae legum similes sint quae ad puniendum non iracundia sed aequitate ducuntur. ———————————————————————-
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———- 88. Non bisogna dare ascolto a coloro i quali credono che dobbiamo adirarci fieramente coi nostri nemici, e anzi vedono appunto nell’adirarsi il carattere distintivo dell’uomo magnanimo e forte: no, la virtù più bella, la virtù più degna di un uomo grande e nobile è la mitezza e la clemenza. Negli Stati liberi, ove regna l’eguaglianza del diritto, bisogna anche dare prova di una certa arrendevolezza, e di quella che è solita chiamarsi padronanza di sé, per non incorrere nella taccia di inutile e odiosa scontrosità, se ci accada di adirarci con ímportuni visitatori o con sfrontati sollecitatori. E tuttavia la mite e mansueta clemenza merita lode solo a patto che, per il bene superiore dello Stato, si adoperi anche la severità, senza la qualenessun governo è possibile. Ogni punizione e ogni rimprovero, però, devono essere privi di offesa, e mirare, non alla soddisfazione di colui che punisce o rimprovera, ma solo al vantaggio dello Stato. Bisogna anche badare che la pena non sia maggiore della colpa e non avvenga che per le medesime ragioni alcuni siano duramente colpiti altri neppure richiamati al dovere. Soprattutto è da evitare la collera nell’atto stesso del punire: chi si accinge al castigo in preda alla collera non terrà mai quella giusta via di mezzo che corre fra il troppo e il poco via che piace tanto ai Peripatetici e piace a ragione solo che poi non dovrebbero lodare l’ira dicendo che essa è un utile dono della natura. No l’ira è da tenere lontana in tutte le cose e bisogna far voti che i reggitori dello Stato assomiglino alle leggi le quali sono spinte a punire non per impeto d’ira ma per dovere di giustizia. .

Michael Jackson:La discografia

Nato e vissuto in gioventù a Gary (Indiana), Michael è il settimogenito dei musicisti Joseph e Katherine. La sua prima esperienza di musicista risale a quando cantò ad una recita scolastica, a cinque anni; in seguito diventò il percussionista dei Jackson Brothers.

Nel 1966, dopo che Michael aveva condiviso il ruolo di cantante con il fratello Jermaine, il gruppo cambiò nome in Jackson Five. Il quintetto suonò in bar e club locali, fino alla firma per la Motown Records nel 1968. In poco tempo raggiunse la popolarità, con l’arrivo nella Billboard Hot 100 dei loro primi quattro singoli. Inoltre Michael, già giovanissimo, ebbe successo da solista con le hit Got to Be There, Ben, e la cover di Rockin’ Robin di Bobby Day.

Con la Motown incise i suoi primi 4 album da solista, Got to Be There (1972), Ben (1972), Music & Me (1973) e Forever, Michael (1975), che complessivamente vendettero circa 16 milioni di copie.

Dopo il 1973 le vendite dei Jackson Five declinarono, ed il gruppo abbandonò in sordina la Motown per firmare, nel 1976, un secondo contratto con la CBS Records (prima mediante la Philadelphia International Records, e poi passando per la Epic Records). Prima di sapere del nuovo contratto dei Jackson 5, la Motown li accusò di aver rotto a sua insaputa il loro vecchio accordo. Come risultato delle procedure legali, complicate dal matrimonio tra Jermaine Jackson e la figlia di Berry Gordy (presidente della Motown), i Jackson abbandonarono il moniker “Jackson 5” e persero Jermaine, che voleva rimanere nella Motown. Così cambiarono nome in “Jacksons”; chiamarono Randy Jackson a sostituire Jermaine e continuarono la loro carriera con vari tour e con la pubblicazione di sei album, dal 1976 al 1984.

Nel 1978, Michael Jackson interpretò lo spaventapasseri nel film The Wiz, insieme a Diana Ross nel ruolo di Dorothy. Le canzoni per il film furono incise da Quincy Jones, che collaborò con Jackson durante la produzione. In quel periodo, Michael si separò anche dal suo vecchio gruppo (di cui è stato a lungo considerato leader indiscusso).

Nel giro di quattro anni, Jones e Jackson lavorarono insieme per Off the Wall (1979), il quinto album di Jackson solista, il primo con la Epic. Ha raggiunto la posizione numero tre della Billboard Chart Album, rimanendo 48 settimane consecutive nella Top 20 e ricevette 7 Dischi di Platino negli USA. Quincy Jones e Michael Jackson hanno prodotto congiuntamente l’album, con parole e musica di Jackson, Rod Temperton, Stevie Wonder, e Paul McCartney e in poco tempo superò i 20 milioni di copie vendute nel mondo (dati aggiornati al 2004) e fu il primo nella storia a piazzare in classifica quattro singoli (tra cui Don’t Stop ‘Til You Get Enough e Rock With You). Dopo il successo di Off the Wall, Jackson consolidò e continuò il lavoro con Jones. Con quest’album egli divenne il primo nero ad essere entrato in una chart di bianchi, rompendo così le barriere razziali e creando classifiche unificate.

Nonostante il successo commerciale di Off the Wall, secondo Jackson l’album avrebbe dovuto avere un maggior impatto e così cominciò a lavorare al successivo album.
Thriller
Al 1982 risale Thriller (in origine doveva intitolarsi StarLight, ma in seguito il cantante scartò l’idea), sesto album solista di Michael, il secondo con la Epic. Ancora oggi è l’album più venduto di tutti i tempi, certificato il 14 novembre 2006 dal Guinness dei primati con oltre 104 milioni di copie vendute (aggiornati al 2006), Nel 2008 l’album venne ripubblicato in edizione speciale per il suo 25° compleanno e registrò vendite di oltre 4 milioni che, sommate ai precedenti 105 milioni di fine 2007, portano Thriller a 109 milioni di copie vendute (fino a Luglio 2008). Delle sue nove tracce ben sette furono estratte come singoli, e tra questi si ricordano Billie Jean (canzone che in origine doveva intitolarsi Not My Lover per non creare problemi con la tennista statunitense omonima Billie Jean King, anche se poi decise comunque di mettere il suo nome perché secondo lui dava più impatto. Inoltre il video fu il primo, per un artista afroamericano, ad essere regolarmente trasmesso su MTV), Beat It, Human Nature e soprattutto la title track, accompagnata da un video di tredici minuti diretto da John Landis. In quel periodo, uscì anche la videocassetta The Making of Michael Jackson’s “Thriller”, la più venduta nella storia della musica. Rimasto nella classifica di Billboard per 122 settimane, Thriller è stato premiato negli Stati Uniti con 28 dischi di platino.

Michael Jackson nel 1984, alla Casa Bianca.Il 16 maggio 1983, mentre eseguiva Billie Jean al concerto Motown 25: Yesterday, Today, Forever, Jackson lanciò il moonwalk. Nello stesso anno siglò un accordo pubblicitario con la Pepsi Cola. Sempre nel 1983 collaborò con l’ex Beatle Paul McCartney (con cui aveva già inciso The Girl Is Mine, presente nell’album Thriller) per la canzone Say Say Say. Nel suo videoclip comparve anche la sorella di Michael, La Toya Jackson. Molte canzoni di Thriller furono inserite nei greatest hits di Michael Jackson: 5 finirono in Number Ones e 7 in The Essential Michael Jackson. L’impatto che ha avuto Thriller nella storia è enorme, ancora oggi decine e decine di artisti s’ispirano a quest’album nonostante siano passati più di 25 anni dalla sua pubblicazione, Thriller per ciò è da considerarsi una vera pietra miliare del pop.

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 Fonte Wikipedia

Michael Jackson:Da bambino prodigio a vecchio prematuro, da Peter Pan del pop ad orco

La cosa più triste nella fine di Michael Jackson è che si tratta di una morte annunciata. Un simile disastro esistenziale non poteva che chiudersi con un finale anticipato: il 29 agosto Michael avrebbe compiuto 51 anni ma le notizie sulla sua salute, sempre avvolte in un velo di mistero, facevano sembrare un relitto quello che vent’anni fa era stato il più grande ballerino della musica black della sua generazione. A rendere ancora più simile la sua vicenda a una tragedia in chiave pop è il fatto che sia morte due settimane prima del suo grande ritorno: il 13 luglio avrebbe dovuto debuttare alla 02 Arena di Londra dove era in cartellone fino a settembre e poi da gennaio a marzo. Doveva essere il suo riscatto, anche se non sarebbero bastati dei concerti per cancellare la macchia dell’accusa di pedofilia. Ridotto com’era, forse immaginava la morte in scena, la fine perfetta per un artista. E’ difficile trovare un caso simile di distruzione sistematica del proprio mito: forse solo Elvis, che non a caso condivide il titolo di King, il Re, ha messo in scena con pari teatralità la propria autodistruzione. Da bambino prodigio a vecchio prematuro, da Peter Pan del pop ad orco: ancora negli anni ’90, nonostante le voci che gli ronzavano attorno e la febbre da chirurgia plastica sarebbe stato impensabile riassumere cosi’ la carriera di Michael Jackson. Guidato da un padre dispotico e brutale, Michael aveva cominciato da bambino insieme ai fratelli con Jackson 5, ultima scoperta della Motown del periodo d’oro. Ma il suo mito è cominciato da solista all’alba degli anni ’80: stabilito un sodalizio artistico con Quincy Jones, rielabora i suoni della dance aprendo al futuro dell’hip hop e firma prima con Off the wall e poi con Thriller album che danno un suono ad un’epoca. Thriller è uno dei dischi più venduti della storia (a oggi più di 100 milioni di copie), un capolavoro con cui Jackson diventa una star planetaria che trascende i confini della musica. Un ballerino e un performer formidabile, che sapeva intercettare suoni e gusti dei suoi tempi. Poi verranno Bad, l’ultimo con con Quincy Jones, Dangerous (30 milioni di copie), il suo ultimo successo anche se il modesto Invincible ne ha vendute 10, concerti trionfali che erano un inno al kitsch, collaborazioni e riconoscimenti di ogni genere, un fiume inarrestabile di soldi, i matrimoni farsa con la figlia di Elvis prima e l’infermiera poi, la nascita dei figli. Ma tutto attorno a lui sembrava una tragica soap opera: l’identificazione con Peter Pan, il ranch-parco dei divertimenti dove si è scoperto che ospitava ragazzini che lo denunciarono per atti di pedofilia. Un declino vertiginoso, accompagnato da una sempre più evidente capacità di produrre musica e di controllare i propri demoni che, dopo il processo, lo avevano messo in difficoltà finanziaria. Mette i brividi constatare come non si possa evitare di raccontare la sua biografia senza far passare in secondo piano la musica rispetto ai dati di un’esistenza segnata dal folle desiderio di cancellare i segni della sua negritudine che sembra il ritratto di un freak, un incubo degno di quel capolavoro del video che è il clip di Thriller firmato da John Landis. Ora manca solo che dopo la sua morte si scateni lo sciacallaggio della corsa alla pubblicazione degli inediti: forse ora è venuto il momento di fare uscire l’album a cui, sempre nel mistero, si dice lavorasse da anni insieme Will Iam dei Black Eyed Peas, Rodney Jerkins e Teddy Riley.

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Fonte ANSA.it