La Toya Jackson: Mio fratello Michael è stato ucciso

Michael Jackson è stato ucciso da una banda di parassiti attirati dal guadagno. Ad affermarlo é la sorella del re del pop, La Toya, in dichiarazioni a due riviste britanniche, The Mail on Sunday e News of the World. Due giorni fa, il padre di Michael Jackson, Joe, in un’intervista alla catena americana televisiva ABC, aveva affermato che il figlio, morto il 25 giugno per cause ancora sconosciute, era stato vittima di un omicidio.

La sorella della popstar ha dichiarato alla stampa britannica che aveva chiesto un’autopsia di parte e che era determinata a conoscere tutto sulla morte del fratello: “Ho un’idea ben precisa di quelli che saranno i risultati dell’autopsia” ha detto, aggiungendo: “Credo che Michael sia stato assassinato. Non si tratta di una sola persona, ma di più soggetti che hanno cospirato”.

Anche il padre di Michael Jackson sostiene che il figlio sia stato ucciso. Lo ha dichiarato in una intervista in esclusiva dal canale televisivo Abc News, mentre riprende corpo l’ipotesi di seppellire il cantante nel suo ranch di Neverland.

“Credo si sia trattato di assassinio”, ha detto il padre ed ex manager di Michael, 80 anni, che si aspetta qualche risposta dalla seconda autopsia commissionata dalla famiglia. L’ipotesi dolosa non è stata mai esclusa dalla polizia di Los Angeles, che a sua volta è in attesa del referto tossicologico sulla salma della star, pronto tra due-quattro settimane. A stringere il cerchio dei sospetti sui collaboratori di Jackson, e in particolare sul medico Conrad Muray, dall’inizio dichiaratosi innocente, c’é anche un documento riservato dello sceriffo di Santa Barbara, citato dalla Cnn, secondo cui in passato il cantante era solito farsi somministrare anche 40 pillole al giorno di Xanax, un potente ansiolitico, e chiedeva iniezioni di anestetico per curare l’insonnia.

“Non conoscevo il nome di questi farmaci, so che li usava per riposare, perché lavorava così duramente”, ha confermato Joe Jackson, che ha detto di essere rimasto sbigottito alla notizia del ricovero del figlio: “Non potevo credere che quello stesse succedendo a Michael”. Continua intanto la saga sulla destinazione finale di Michael Jackson: mentre la famiglia litiga sulla possibilità di seppellire il cantante nel suo ranch di Neverland, la salma è stata riportata nel cimitero di Forest Lawn, sulle colline di Hollywood.

 Berry Gordy, fondatore di Motown, la casa discografica che aveva scoperto i Jackson Five, amico intimo del cantante, ha acconsentito ad ospitare Jacko nella sua cripta di famiglia. La tomba è un vero e proprio mausoleo in miniatura, bianco con colonne all’entrata e una grossa ‘G’, simbolo del clan dei Gordy.

A parte la bara placcata oro di Jacko, la tomba al momento è vuota. Joseph e Jermaine, il padre ed il fratello del cantante, vorrebbero trasferire la salma a Neverland, il ranch nella contea di Santa Barbara che era stato la casa di Jacko per quasi 20 anni e in cui aveva fatto costruire un parco divertimenti.

Occorre il via libera della Contea di Santa Barbara, ma i familiari di Jackson non l’hanno ancora contattata. Sia il padre che il fratello vorrebbero allestire un museo nel ranch, che diventerebbe meta di pellegrinaggio dei fan di tutto il mondo. Mamma Katherine, però, non è d’accordo, come gli altri fratelli preferisce, invece, portare il figlio in un altro posto, nel rispetto di quella sostenga siano le sue ultime volontà.

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