1° Maggio, ma per chi?

La festa del 1° maggio è nata per ricordare l’impegno dei sindacati e le mete raggiunte nel campo economico e sociale dai lavoratori.

Vista la crisi che continua a imperversare, la sempre maggior disoccupazione e la precarietà, l’unica cosa che verrebbe da festeggiare è l’intelligenza di coloro che hanno portato questo paese allo sfascio. Chiunque ci sia o ci sia stato al governo nell’ultimo decennio ha adottato la medesima frase: “Prima ti impoverisco, poi devi accettare quel che ti do”. A loro tutti un plauso, e a noi? Prendiamoci questo giorno di festa, (sfortuna vuole che sia pure sabato) e proviamo a riflettere sulla parola rivoluzione!

Annunci