Caro Alfano, io sciopero!

14 luglio questo blog aderisce all’appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che imbavaglia la Rete Internet italiana.

sciopero

Aderire allo scipero è buona cosa, sia per se stessi che per il diritto alla Rete italiana.

L’iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Update

Aderisce allo sciopero anche HTTP500

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14 luglio, stop, mi fermo per rettifica!

Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere “chiusa per rettifica”. È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell’approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l’idea, di cui si è già discusso sulle colonne di questa testata – di obbligare tutti “i gestori di siti informatici” a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Non dar corso tempestivamente all’eventuale richiesta di rettifica potrà costare molto caro a blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e a chiunque possa rientrare nella vaga, generica e assai poco significativa definizione di “gestore di sito informatico”: la disposizione di legge, infatti, prevede, in tal caso, una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire.

Tanto per esser chiari e sicuri di evitare fraintendimenti quello che accadrà all’indomani dell’entrata in vigore della nuova legge è che chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare. È una brutta legge sotto ogni profilo la si guardi ed è probabilmente frutto, in pari misura, dell’analfabetismo informatico, della tecnofobia e della ferma volontà di controllare la Rete degli uomini del Palazzo.

Il decreto legge sulle intercettazioni:

     
IL DECRETO LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI
IL TESTO COMPLETO: 5 ARTICOLI, 9 COMM Art.1/1. L’articolo 240 del codice di procedura penale è sostituito dal

seguente: Art. 240 (Documenti anonimi ed atti relativi ad intercettazioni
illegali).
1. I documenti che contengono dichiarazioni anonime non possono essere
acquisiti nè in alcun modo utilizzati, salvo che costituiscano corpo del
reato o provengano comunque dall’imputato.
2. L’autorità giudiziaria dispone l’immediata distruzione dei documenti, dei
supporti e degli atti concernenti dati e contenuti di conversazioni e
comunicazioni, relativi al traffico telefonico e telematico, illegalmente
formati o acquisiti. Allo stesso modo si provvede per i documenti formati
attraverso la raccolta illegale di informazioni. Di essi è vietato eseguire
copia in qualunque forma. Il loro contenuto non costituisce in alcun modo
notizia di reato, nè può essere utilizzato a fini processuali o
investigativi.
3. Delle operazioni di distruzione è redatto apposito verbale, nel quale si
dà atto dell’avvenuta intercettazione o detenzione e dell’acquisizione,
delle sue modalità e dei soggetti interessati, senza alcun riferimento al
contenuto delle stesse.
Art. 2. 1. All’articolo 512 del codice di procedura penale, dopo il comma 1
è aggiunto il seguente: «2. È sempre consentita la lettura dei verbali
relativi all’acquisizione ed alle operazioni di distruzione degli atti di
cui all’articolo 240, comma 2.»
Art. 3. 1. Chiunque illecitamente detiene gli atti o i documenti di cui
all’articolo 240, comma 2, del codice di procedura penale, è punito con la
pena della reclusione da sei mesi a quattro anni. 2. Si applica la pena
della reclusione da uno a cinque anni se il fatto di cui al comma 1 è
commesso da un pubblico ufficiale o da incaricato di pubblico servizio.
Art. 4. 1 – A titolo di riparazione, ciascun interessato può chiedere
all’autore della divulgazione degli atti o dei documenti, di cui
all’articolo 240, comma 2, del codice di procedura penale, così come
modificato dall’articolo 1 del presente decreto, al direttore o
vice-direttore responsabile e all’editore, in solido fra loro, una somma di
denaro determinata in ragione di cinquanta centesimi per ogni copia
stampata, ovvero da cinquantamila a un milione di euro secondo l’entità del
bacino di utenza ove la diffusione sia avvenuta con mezzo radiofonico,
televisivo o telematico. In ogni caso, l’entità della riparazione non può
essere inferiore a ventimila euro.
2. L’azione va proposta nel termine di un anno dalla data della
divulgazione, salvo che il soggetto interessato non dimostri di averne avuto
conoscenza successivamente. La causa è decisa nelle forme di cui agli
articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. In caso di giudizio
ordinario, ai fini della liquidazione del danno risarcibile si tiene conto
della somma corrisposta ai sensi del presente articolo.
3. L’azione è esercitata senza pregiudizio di quanto il Garante per la
protezione dei dati personali o l’autorità giudiziaria possano disporre ove
accertino o inibiscano l’illecita diffusione di dati o di documenti, anche a
seguito dell’esercizio di diritti da parte dell’interessato.
Art. 5. 1 – Il presente decreto-legge entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il
presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarlo ed farlo osservare.

Nikita's Blog

Nikita's Blog

 

Fonte : www.corriere.it  / Repubblica.it / Flipnews

Stalking, approvato dalla Camera ora passa al Senato

Le principali novità approvate dalla Camera sono le seguenti.

Chiunque minacci o perseguiti qualcuno rischia di finire in carcere per quattro anni.

Se il molestatore è un fidanzato, convivente o marito, anche se separato o divorziato e chi subisce molestia è una donna incinta, la pena sale a sei anni.

Entra dunque nel nostro ordinamento il 612- bis del codice penale, il reato di Stalking.

Di seguito vediamo cosa prevede il testo che ora passerà al Senato.

ATTI PERSECUTORI :E’ con questo termine che il nuovo reato verrà indicato nel codice penale. In sostanza la norma prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni per chiunque molesta o minaccia taluno con atti reiterati ed idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero ad ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita.

LE AGGRAVANTI La pena aumenta se a ‘molestare’ è il coniuge, anche se separato o divorziato, o il convivente o il fidanzato (anche ex). Si prevede più carcere anche se la vittima è un minore o un ‘diversamente abile’ o una donna incinta e se gli ‘atti persecutori’ sono stati commessi usando armi, o da ‘persona travisata’.

QUERELA E PROCEDIBILITA’ D’UFFICIO :Il delitto è punito sempre a querela di parte. Ma si può procedere d’ufficio se il reato è commesso nei confronti di un minore o di un disabile e anche quando il molestatore era già stato ammonito dal magistrato. Per raccogliere prove del reato di stalking è consentito disporre intercettazioni telefoniche.

AMMONIMENTO : Prima di presentare querela, la vittima può anche raccontare il suo ‘calvario’ alla pubblica autorità chiedendo che questa ammonisca il responsabile degli atti persecutori. Il Questore, nel caso ritenga fondata la denuncia della persona offesa, ammonisce oralmente l’accusato e lo invita a tenere una “condotta conforme alla legge”. Se la persecuzione continua, il magistrato potrà procedere d’ufficio contro di lui.

DIVIETO DI AVVICINARSI AI LUOGHI FREQUENTATI DALLA VITTIMA :Il testo prevede che il giudice possa intimare all’imputato di non avvicinarsi ai luoghi normalmente frequentati dalla vittima. O quanto meno di mantenersi a distanza. E il divieto può durare anche fino ad un anno. Al molestatore, infine, si può vietare anche di comunicare con qualsiasi mezzo, non solo con la vittima, ma anche con i prossimi congiunti.

IL NUMERO VERDE :Per le vittime di stalking è istituito un numero verde nazionale per fornire una prima assistenza psicologica e giuridica e per indirizzarle presso gli sportelli allestito nelle questure.

stalking

Scuola: La Circolare Ministeriale 2009-2010 : Iscrizioni, Maestro Unico, Orario Settimanale e Inglese

La circolare sulle iscrizioni per il 2009/2010 è ormai pronta per essere firmata dal Ministro che la presenterà ufficialmente alle organizzazioni sindacali. Nella primaria arriva il maestro unico, ma solo per le classi prime. Nella secondaria di primo grado si parte con l’inglese “potenziato”.

Oramai imminente la firma della Circolare del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che fornisce le indicazioni per l’iscrizione alle sezioni della scuola dell’infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado. La firma sarà preceduta dal confronto con i sindacati.Il comunicato preannuncia anche alcuni dei contenuti della circolare.Si ribadisce che le domande di iscrizione dovranno essere presentate entro il 28 febbraio.Nella scuola dell’infanzia, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste d’attesa), potranno iscriversi anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010.“Le ore settimanali previste, si legge nel comunicat, sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore”.Per la scuola primaria si dice che “per le prime classi sarà introdotto l’insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell’alunno”.Il comunicato parla anche di modulo di iscrizione “che sarà a disposizione delle scuole” lasciando intendere che alla circolare sarà allegata anche la modulistica necessaria (non si sa però se tassativa o puramente indicativa).“Al momento delle iscrizioni alle classi prime – chiarisce ancora il comunicato – i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all’articolazione dell’orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base”.“Le famiglie, si legge infine, possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno)”.Un fatto è assolutamente certo: “per le classi successive alle prime continuano i modelli orari e organizzativi in atto”. Nella secondaria di I grado ci sarà invece il cosidetto “inglese potenziato”: 5 ore settimanali anziché 3, ma le famiglie che ne fanno richiesta ora non potranno più cambiare neppure negli anni successivi.

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L’articolo 16 del Decreto Legge 185/2008 introduce importanti novità in tema di Posta Elettronica Certificata e Conservazione sostitutiva.

In particolare si prevede:

1. Obbligo per le costituende imprese in forma societaria di indicare il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) nella domanda di iscrizione al registro delle imprese. Le imprese già costituite in forma societaria hanno tre anni di tempo per adempiere al relativo obbligo.

2. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato hanno l’obbligo di comunicare ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) entro un anno. Gli indirizzi comunicati saranno resi consultabili in via telematica attraverso apposito elenco curato dai relativi Ordini o Collegi.

3. Scompare l’obbligo di attestazione di conformità all’originale da parte di un notaio o di altro pubblico ufficiale per quanto attiene ai processi di conservazione sostitutiva dei documenti analogici originali unici, fatte salve ipotesi eccezionali da individuarsi attraverso D.P.C.M.

Art. 16.
Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese

1. All’articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla fine del comma 9 e’ aggiunto il seguente periodo: “La mancata comunicazione del parere da parte dell’Agenzia delle entrate entro 120 giorni e dopo ulteriori 60 giorni dalla diffida ad adempiere da parte del contribuente equivale a silenzio assenso.”;
b) il comma 10 e’ soppresso.

2. All’articolo 37, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 i commi da 33 a 37-ter sono abrogati.

3. All’articolo 1, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 i commi da 30 a 32 sono abrogati.

4. All’articolo 1, della legge 24.12.2007, n 244, i commi da 363 a 366 sono abrogati.

5. Nell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), le parole “un ottavo” sono sostituite dalle seguenti: “un dodicesimo”;
b) al comma 1, lettera b), le parole “un quinto” sono sostituite dalle seguenti: “un decimo”;
c) al comma 1, lettera c), le parole “un ottavo” sono sostituite dalle seguenti: “un dodicesimo”.

6. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge tutte le imprese, già costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata. L’iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

7. I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.

8. Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, qualora non abbiano provveduto ai sensi dell’articolo 47, comma 3, lettera a), del Codice dell’Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, istituiscono una casella di posta certificata per ciascun registro di protocollo e ne danno comunicazione al Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione, che provvede alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e si deve provvedere nell’ambito delle risorse disponibili.

9. Salvo quanto stabilito dall’articolo 47, commi 1 e 2, del codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni tra i soggetti di cui al comma 8 del presente articolo, che abbiano provveduto agli adempimenti ivi previsti, possono essere inviate attraverso la posta elettronica certificata, senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilità ad accettarne l’utilizzo.

10. La consultazione per via telematica dei singoli indirizzi di posta elettronica certificata nel registro delle imprese o negli albi o elenchi costituiti al sensi del presente articolo avviene liberamente e senza oneri. L’estrazione di elenchi di indirizzi e’ consentita alle sole pubbliche amministrazioni per le comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza.

11. I commi 4, 5, 6 e 7 dell’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, sono abrogati.

12. I commi 4 e 5 dell’articolo 23 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante “Codice dell’amministrazione digitale”, sono sostituiti dai seguenti:
«4. Le copie su supporto informatico di qualsiasi tipologia di documenti analogici originali, formati in origine su supporto cartaceo o su altro supporto non informatico, sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte se la loro conformità all’originale e’ assicurata da chi lo detiene mediante l’utilizzo della propria firma digitale e nel rispetto delle regole tecniche di cui all’articolo 71.
5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l’obbligo della conservazione dell’originale analogico oppure, in caso di conservazione ottica sostitutiva, la loro conformità all’originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato con dichiarazione da questi firmata digitalmente ed allegata al documento informatico».

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Non più Bianco ma Nero, al grido di ” We Can! “

Barack Hussein Obama il primo Presidente Americano di colore.

E l’America abbatte le bariere razziali, primo grande successo Democratico. Con il nuovo Presidente la Casa Bianca cambia colore, ora diventa la Casa Nera. Un afroamericano che regola i conti con la storia, ma Obama eredita problemi di proporzioni storiche. Speriamo che sia in grado di mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale, così da poter creare un America meno razziale!

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Lettera al Ministro Mariastella Gelmini

Sono un semplice genitore,unico e prevalente, ho studiato a fondo il suo decreto, ho partecipato a tutte le riunioni con esponenti di destra e di sinistra, ho ascoltato con grande attenzione e con la più totale umiltà le argomentazioni, i numeri e le elucubrazioni filosofiche legate a questa riforma. Oggi, a pochi giorni dalla firma del presidente della Repubblica, ho bisogno del suo giudizio (in decimi naturalmente) per capire se il mio impegno ha dato i suoi frutti, visto che i suoi portavoce così come quelli dell’opposizione tralasciano punti che, giustamente, vanno a loro svantaggio (ho scoperto in questi giorni che le statistiche dell’OCSE cambiano in base ai punti di vista: occhio destro oppure occhio sinistro).

 

Nel 2009 mia figlia comincerà la scuola primaria, avrà quindi secondo le nuove normative, un maestro unico (o prevalente?) , che dovrà dalle 8.30 alle 12.30 per sei giorni la settimana gestire una classe di ca. 32 alunni (0.20 su 25 + 0.10 su 25 = 32.5…se la matematica non è ancora diventata un’opinione), che insegnerà tutte le materie di studio, esclusa religione. Nella sua nuova classe non ci saranno extracomunitari (la mozione della lega è passata), perché verranno inseriti in “classi ponte” (dal punto di vista educativo mi ha tolto un grande grattacapo: non dovrò più parlare a mia figlia di integrazione!). Mio figlio maggiore invece che, per sua sfortuna, ha già sette anni, quindi è “caduto” nel vecchio ordinamento, continuerà il suo percorso scolastico con più insegnanti. Quindi secondo la nuova riforma, che se non erro rinnega quelle precedenti, avrò in futuro una figlia preparatissima ed un figlio ignorante!

 

Dovrò pregare tutti i miei santi perché l’unico insegnante assegnato a mia figlia sia motivato e preparato, perché se non sbaglio il decreto non parla di selezione in base alla qualità ma in base alla quantità. ( per i corsi intensivi di inglese per gli insegnanti, proposti dal decreto, avrei un suggerimento: quelli in dvd meno costosi e molto efficaci, così possiamo eliminare anche tutti quei laureati in lingue che gravano sulla ns economia!).

 

Per avere la certezza sulle ore effettive di scuola (tempo pieno, 27 o 30 ore) dovrò chiedere prima alla direzione didattica del mio plesso che sicuramente mi rimanderà al comune il quale, con molta probabilità, si scuserà dicendomi che non ci sono fondi e che se avrò bisogno di questo servizio dovrò pagarlo ( per fortuna risparmierò sui libri di testo che, grazie al decreto, saranno gli stessi per 5 anni, sperando che le eventuali integrazioni non costino di più dell’unico che utilizzerò, perché immagino che le case editrici dovranno comunque “mangiare”). Se così non fosse, essendo un genitore stupidamente interessato alla buona istruzione di mia figlia, dovrò improvvisarmi educatore (fortuna ho fatto scienze dell’educazione alla Cattolica di Brescia, con dei bravissimi docenti strapagati e preparati. Pensi se avessi studiato alla statale di Verona, non avrei potuto avere questa opportunità), e utilizzare i pomeriggi in cui di solito giochiamo, a ripassare quello che in classe non è stato fatto. Grazie al cielo mio figlio maggiore, quello ignorante, avrà ancora fino alla fine della scuola primaria, tutti i suoi insegnanti, brutti e cattivi, ma su 3 sicuramente uno si salva.

 

Ciò che mi consola è che vivo in un paese abbastanza grande, con un circolo che supera i suoi parametri (500/900 alunni per circolo), altrimenti avrei risparmiato sui libri ma speso una consistente cifra sugli spostamenti in bus.

 

Mi ritengo molto fortunata anche perché mio marito non vuole il terzo figlio altrimenti dovrei mandarlo in una scuola dell’infanzia ridotta ai minimi termini (orario antimeridiano, “assistente unico”, perché non si chiamerà più insegnante, alunni dai 2 ai 5 anni in classi di max. 32 alunni) che non consentirebbe a me di continuare il lavoro, e al mio eventuale bimbo/a di prepararsi in maniera adeguata all’ingresso nella scuola primaria ( fino ad ora non avevo mai considerato la scuola dell’infanzia un servizio di baby-sitting).

 

Non continuo oltre, valutando le sue proposte anche per gli altri gradi di scuola, perché da brava italiana coltivo il mio piccolo orticello, facendo finta che quello che mi succede intorno non sia affar mio finché non mi tocca direttamente. Quindi non le parlerò del mio dispiacere nel vedere che tanti insegnanti precari che mio figlio (sempre quello ignorante!) ha conosciuto in questi due anni di scuola, verranno eliminati (lo farete in diretta come al grande fratello?) nonostante fossero, magari, più validi e preparati di quelli di ruolo. Così come non toccherò l’argomento dei voti in condotta e dei voti in decimi (sono d’accordo con lei che risparmiando sull’inchiostro, e dando un punteggio numerico al sapere, i miei figli saranno sicuramente più consapevoli delle loro capacità). No, non le parlerò di tutte queste cose. La mia lettera voleva solo essere una richiesta di perdono per questa ennesima scocciatura, anche per la mia certa partecipazione alla manifestazione del 30 Ottobre,(sarò quella silenziosa con la fascia nera al braccio, sperando mi riconosca anche quando, magari, un poliziotto mi avrà dato una manganellata in testa). Mi scusi Ministro Gelmini se anche in questa lettera ho provato ad utilizzare la mia coscienza di genitore e il mio spirito critico (l’unica cosa che il nostro governo sia esso di destra o di sinistra non può quantificare ne “tagliare”), rassicurandola sul fatto che il mio intervento non è stato fomentato da nessun particolare partito politico.

 

Ho solo paura che questa riforma, come d’altronde le precedenti, non risolverà ne il disinteresse degli alunni per la scuola, ne la demotivazione del personale insegnante e le assicuro che il clima di incertezza e di sfiducia non è mai stato così forte visto che, per l’ennesima volta, state trattando i nostri figli come cavie da laboratorio.

 

Credo fortemente che l’istruzione e di conseguenza il sapere non possano essere “essenzializzati”, la conoscenza ha bisogno di tempo, di confronto e di serenità per potere crescere, gli stessi principi che noi genitori cerchiamo di applicare nell’educazione e nella crescita dei nostri figli (mi permetto di ricordarglielo visto che mi parla di scuola e di insegnanti come punto di riferimento importante).

 

Di tutta questa riforma posso darle atto solo dell’impegno e soprattutto della fantasia con cui l’ha coniata ma, purtroppo, anche lei come quelli che l’hanno preceduta, ha nuovamente perso di vista la qualità cadendo squallidamente sulla quantità. Capisco il periodo infausto per la nostra economia, così come posso capire le varie strategie per risanare un bilancio devastato (è certa che solo tagliando la scuola, e non altri servizi veramente superflui si risolleveranno le finanze del nostro stato?), ma ciò che non riesco ad accettare è che ad ogni alito di vento la scuola subisca cambiamenti radicali che non toccano mai la sostanza e le reali esigenze, ma solo i numeri (mi chiedevo se nella sua commissione oltre ad avvocati ed economisti ci fosse per sbaglio la presenza di almeno un genitore, un insegnante, un pedagogista e uno studente, ha presente quelle persone che vivono quotidianamente la scuola ?)

 

Certa che la mia lettera rimarrà inascoltata come tutte quelle che l’hanno preceduta, la ringrazio e le auguro un buon lavoro.

Ringrazio rosarossa per avermi dato l’opportunità di postare questa lettera, spero che le parole di questa mamma vengano lette attentamente.

— 

Questa la mia risposta in commento.

Ho letto la lettera di questa mamma e mi trovo pienamente d’accordo con la sua linea di pensiero. Una scuola per pochi e se le manifestazioni non avranno alcun effetto sul governo, bhè credo che nei prossimi mesi, gli studenti che lasceranno gli studi saranno incontabili! Qui, nel fortunato Trentino c’è già un aria che la si può tagliare con il coltello! Studenti che sulle coriere parlano di lasciare, altri che combattono con le uniche armi a loro disposizione: cortei,manifestazioni di ogni genere, e prossime autogestioni.
Questa legge, come altre, vuole arrivare al modello U.S.A
Scuole per ricchi ( vedi college), poi si passerà alla Sanità,(già con i Ticket  siamo a buon punto)
senza assicurazione non si avrà più diritto a nessuna cura.
Nelle grandi città ci sono già i quartieri per emarginare gli straneri…
Stanno seguendo veramente un pessimo esempio e noi poveri “ignoranti “ne paghiamo sempre le conseguenze!
Posto su OKNOtizie e sul mio blog questa lettera.
Vediamo quanti “Ignoranti” si interessano alla cosa.