Io, contro Freud

Gironzolando nel web mi sono imbattuta in Freud, preciso che per me la psicologia è più “concreta che astratta”, il che può sembrare assurdo. Ma se stiamo a vedere i fatti che ci accadono nella quotidianeità e li analiziamo, possiamo dire che il tutto è astratto? Prendiamo come esempio un qualsiasi stato d’animo; Un amica/o piange per un qualsiasi motivo, quella lacrima non solo asciugandola diventa concreta, ma riesce a  trasmettere a noi un differente stato d’animo, ed il tutto diventa palpabile, visibile. Concreto non è solo quello che le nostre mani possono toccare, ma quello che il nostro “Io” percepisce.

Ritornando al nostro Freud, leggevo la sua interpretazione dei sogni, “Die Traumdeutung “, ovviamente essendo questa una teoria e non una certezza scientificamente comprovata, posso dire la  mia a riguardo.

Secondo Freud; il sogno è una “realizzazione velata di desideri inibiti”, cioè espressione di desideri che la coscienza disapprova e che non vuole siano rivelati. La coscienza esercita infatti una censura psichica impedendo a quei contenuti di emergere.

Certamente in un ottica negativa il pensiero può essere corretto, ma se noi andiamo ad analizzare un sogno ricorrente, dove la scena può essere una parte positiva del nostro vissuto, possiamo noi dire che questa è una parte della coscienza che non vuole essere rilevata o addirittura censurata? No carissimo il mio Freud, questa è una parte del conscio e dell’inconscio che vuole uscire, una parte irrazionale che va ascoltata e con la chiave giusta va letta.

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Caro Gas, quanto ci costi!

Le bollette sono sempre più care, è vero, ma adesso puoi scegliere tu stesso il fornitore e così risparmiare.

Da quasi 5anni il mercato del Gas è stato liberalizzato, quindi adesso puoi scegliere tra le tante, nuove offerte che magari ti sono già state proposte dalle grandi imprese ( come Enel o Eni ) o da società locali. Ma davvero conviene cambiare l’azienda che ci fornisce il gas per risparmiare in bolletta? E come fare?

Tariffe fisse o viariabili La vecchia bolletta, quella classica che hai pagato finora, prevede tariffe fissate ogni 3 mesi ( in base all’andamento del prezzo del petrolio a cui è collegato quello del metano, e a dove abiti, perchè il prezzo a metro cubo non è uguale in tutta Italia), le tariffe cosiddette tutelate. A fissarle ogni trimestre è l’Autorità per l’energia elettrica ( Aeeg ).La liberazione del mercato ha portato però, specialmente nell’ultimo anno, all’arrivo di nuove offerte cosiddette libere, ovvero il prezzo del gas che ti viene fatto pagare in bolletta non dipende più dalle tariffe fissate dall’Autorità ma dall’azienda che ti fa la proposta. A grandi linee, le tariffe del mercato libero si dividono in due tipi:a prezzo fisso o variabile. Le prime, ricordati, consentono di bloccare per un periodo di uno due anni quella parte di bolletta legata al prezzo all’ingrosso del gas. In generale, però, sono più alte come ha rilevato una recente inchiesta dell’Associazione Altroconsumo, in quattro grandi città ( Torino, Milano, Roma e Napoli ) di circa il 10% rispetto alla tariffa applicata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas al momento della stipula del contratto. Le tariffe variabili ( o scontate ), invece, prevedono semplicemente uno sconto sulla tariffa Aeeg che però è molto limitato ( attorno all’ 1,5% ). Alcune delle aziende offrono anche questo sconto sotto forma di punti premio come quelli previsti da Enel Energia con Enelpremia e che permettono, sempre secondo Altroconsumo, di risparmiare in media 25 € l’anno .

A chi rivolgersi. Se vuoi cambiare il fornitore del gas e aderire alle nuove offerte libere hai adesso molte possibilità. Stando sempre alle città analizzate da Altroconsumo ( ma l’offerta è varia e diversificata un po’ in tutta Italia ) se abiti a Torino, Roma e Napoli, trovi Bluenergy Grup, Enel Energia ed Eni Gas& Power.

Occhio ai conti. Ma conviene davvero lasciare la vecchia bolletta e passare a una nuova società che ci porta il gas a casa? In un anno una famiglia spende circa 1.240 € per il gas, oltre 200 € in più rispetto al 2007. Se decidi di accettare un offerta a prezzo bloccato per i prossimi due anni rischi però di spendere ancora di più, attorno a 1.350 € In pratica sei costretto a fare una scommessa. Se il prezzo del gas continuerà a salire ci guadagni, ma se dovesse ( come sembra, visto che il prezzo del petrolio si è dimezzato ) tornare a scendere ci perdi. Certo le offerte si moduleranno in base all’andamento del prezzo del gas però, sempre restando sul fronte delle scommesse questo sembra il momento meno adatto per fissare un prezzo fisso per i prossimi due anni. Più conveniente, invece è aderire alle offerte a prezzo variabile. In questo caso risparmi subito alla vecchia bolletta. Purtroppo, però, non si tratta di grosse cifre, perchè una famiglia media al massimo ottiene uno sconto di 25-30 € .Ovviamente, se hai una famiglia molto numerosa e consumi molti gas, la convenienza aumenta.

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LUCE: arriva il bonus che taglia la bolletta

E’ stato dato il via libera a questo provvedimento che permetterà a chi ha redditi bassi di risparmiare sulle tariffe elettriche.

Ma che cos’è esattamente il bonus sociale per la luce e come si fa a richiederlo?

Il valore In base a quanto stabilito da un decreto legge del Dicembre 2007, applicato poi con la delibera dell’Autority per l’energia approvata a inizio Settembre, le famiglie che hanno un reddito basso potranno risparmiare circa il 20% sulla bolletta dell’energia elettrica. Il valore del bonus sarà differenziato a seconda della numerosità del nucleo familiare. Quindi lo sconto sarà di 60 € per un nucleo formato  da una o due persone, di 78 € per le famiglie con tre o quattro componenti e di 135 € per chi ha una famiglia con più di quattro persone.

Chi ha diritto Per poter accedere al meccanismo del bonus sociale ( che viene scontato in bolletta ),bisogna avere un reddito annuo Isee ( l’indicatore di situazione economica equivalente, più noto come “ riccomentro” ) inferiore o uguale a 7.500 €. Questo però non significa che bisogna avere uno stipendio o una pensione così bassa. L’Isee infatti misura la condizione economica di una famiglia tenendo conto del reddito, del patrimonio- immobiliare, della tipologia, del numero di componenti. Quindi, tanto per fare un esempio, un nucleo familiare composto da padre, madre e due figli, monoreddito, in affitto e senza ulteriori disponibilità patrimoniali, rientra nella soglia Isee con un reddito annuo lordo di circa 23.000 €.

Come fare domanda Per chiedere il bonus sociale per l’energia elettrica puoi recarti presso il tuo Comune di residenza o rivolgerti a un Caf, centro di assistenza fiscale. Nelle prossime settimane dovrebbe essere attivo il sistema informatico per far fronte alle richieste e da Gennaio il sistema sarà completamente operativo. Ricordati che se presenti la domanda entro il 28 Febbraio 2009 ( ma prima lo fai e meglio è ), avrai diritto alla retroattività del bonus sociale per tutto il 2008. Il bonus dura dodici mesi, poi per rinnovarlo dovrai farne richiesta provando di averne diritto.

La documentazione Per accedere al bonus sociale in bolletta devi presentare una documentazione che comprenda il tuo stato di famiglia e residenza, l’indicazioni sull’azienda che ti fornisce l’energia ( basta usare l’ultima bolletta che ti è arrivata e hai pagato ) e soprattutto il certificato Isee che puoi compilare e ottenere facendo domanda in Comune, al Centro di assistenza fiscale o all’Inps.

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Che affari ai mercatini dell’usato!

L’inflazione corre, fare la spesa costa sempre di più, e così, c’è chi ricorre ai prestiti e chi sceglie la strada degli acquisti di seconda mano, che stanno vivendo un vero proprio boom. Dall’abbigliamento ai libri, ai cd e dvd, dagli accessori ai mobili, dai casalinghi agli elettrodomestici, dagli articoli sportivi a pc e telefonini, il mercato di seconda mano è sempre più gettonato da chi cerca di risparmiare anche meno della metà rispetto al nuovo. E di fronte a tanta richiesta sono aumentati negozi, mercatini  e grandi magazzini dell’usato con affiliati in franchising in tutta Italia.

Le cifre del successo. Secondo un indagine presentata alla camera di commercio di Milano, il mercato dell’usato è cresciuto in Italia del 34% negli ultimi quattro anni. E oggi sono quasi 3.500 gli esercizi commerciali che, nei vari settori, trattano articoli di seconda mano. Leader tra le regioni è la Lomabardia, con oltre 450 negozi seguita dalla Toscana (447) e Lazio (421), mentre tra le province troviamo in testa Roma (9,9%) del totale nazionale, davanti a Milano (7,1%) e a Napoli (6,2%).

Che cosa si compra di più. il settore merceologico che va per la maggiore è quello del mobile antico e usato (58,1% del totale, circa 2mila negozi) che è anche quello che ha registrato l’aumento più alto raddoppiando quasi dal 2004 a oggi.A ruota troviamo gli oggetti per la casa e i vestiti usati e non solo il vitage che spesso a prezzi da amatori e può costare più del nuovo. Ma in questi anni sono cresciuti moltissimo anche gli acquisti sportivi, dagli sci alle biciclette, abiti e articoli per l’infanzia. E c’è anche chi compra per qualche decina di euro vecchi computer, lavatrici, o materassi.

Funziona anche se vendi. Al mercatino degli articoli di seconda mano (formula che spopola anche su internet, basti pensare all’asta di ebay), non solo risparmia chi acquista (dal 30 al 50 fino al 70%), ma anche chi vende. Che può portare i suoi “pezzi” a grandi catene di articoli sportivi che organizzano ogni stagione il mercato dell’usato piuttosto che metterli in vendita su internet o sui giornali di annunci economici e, infine, ricorrere alla sempre più diffusa formula del cosidetto “conto vendita”. Molto utilizzata per abbigliamento e articoli per l’infanzia, ed estesa oggi a tanti settori come l’arredamento e gli elettrodomestici, il conto vendita prevede che il venditore affidi i suoi capi al negozziante che li metterà in vetrina. Quando li rivende, dà una percentuale (di solito la metà) a chi glieli ha portati.Insomma, una forma riveduta del baratto!

Come evitare trappole. L’importante, avvertono le associazioni dei consumatori, è tenere gli occhi aperti, valutare davvero il prezzo rispetto al nuovo, calcolando anche (pensiamo agli elettrodomestici o a un pc) quanto possano durare, e seguire alcune semplici regole.

Conservare lo scontrino quando viene rilasciato perchè spesso, trattandosi di una intermediazione tra privati, i centri di seconda mano non sono tenuti a emettere riceuta fiscale ma solo quella della provvigione per il venditore.

Controllare attentamenti i prodotti in vendita per rendersi conto dello stato d’uso. Per l’abbigliamento (dove si trovano in occasione anche capi griffati), per esempio, è importate che ci sia l’etichetta di composizione e meglio anche di manutenzione mentre nel caso di mobili, articoli per la casa ed elettrodomestici, chiedi la scheda tecnica che attesta quando sono stati fabbricati e in quali condizioni vengono venduti. Ricordati che anche per i negozi dell’usato vale la norma che ciò che si acquista deve essere conforme  al contratto di vendita, mentre è più difficile avere una garanzia anche se alcuni centri offrono alcuni giorni di prova con la possibilità di restituzione di quanto acquistato se scopriamo che ci sono difetti non rilevati dal negozio.

Quando si utlizza il sistema del conto vendita bisogna stare attenti, specialmente in caso di oggetti preziosi, gioielli, quadri, mobili d’antiquariato, che il prezzo di vendita sia in linea con il mercato e non invece artificialmente “ribassato” per favorire l’acquirente che magari è un commerciante nel settore.

Dove comprare. Con quasi 4mila negozi e magazzini presenti in Italia, indicarli sarebbe impossibile. Un consiglio è quello di visitare su internet i siti delle principali catene di franchising dell’usato con tutti gli acquisti e modlità di vendita. Tra questi ci sono www.mercatinousato.it (circa 170 affiliati in tutta Italia e ben 25milioni di articoli venduti), www.mercatopoli.it (che offre anche come servizio la visita a casa per valutare il tuo usato e campagne come il ritiro degli abiti della passata stagione) e www.opportunityshop.it

Nuovi orizzonti

Dopo anni passati su live, credo sia arrivato il momento di allargare i mie orizzonti, almeno quelli virtuali.Con questo non voglio dire che chiuderò su msn, quello è uno spazio, che contiene sprazzi della mia vita, una parte che non voglio rinnegare!Che altro dire?Qui darò finalmente spazio a tutto quello che mi gira per la testa, e vi assicuro che se riesco solo a postare 1/4 di quello che gironzola nella mia mente,avrete di che perdervi.