Se non cambierà stile di vita Kirstie Alley morirà tra 4 anni.

kL’attrice, 58 anni, è conosciuta in tutto il mondo per aver recitato nel film “Senti chi parla” al fianco di John Travolta e per la sitcom “Cin Cin”. A mettere in serio pericolo la sua vita sarebbero i disturbi alimentari di cui soffre da tempo, in un continuo alternarsi di diete ferree e abbuffate esagerate.

“Sta giocando alla roulette russa con la sua vita” ha ammesso al tabloid americano “The National Enquirer” il dottor Patrick Wanis, dopo aver analizzato la cartella clinica della Alley. “Ho calcolato anche lo stress della sua vita – continua il medico – e, se non dovesse riuscire a trovare un equilibrio, non potrà mai superare i 62 anni”.

Se la sua carriera da attrice le ha regalato molte soddisfazioni, tra cui un Emmy Awards e un Golden Globe per il ruolo di Robecca Howe in “Cin Cin”, le cose sono andate meno bene in amore. E proprio la fine della sua ultima storia, quando nel 2000 ruppe con l’attore James Wilder, segnerebbe l’inizio dei problemi. Da quel giorno, in soli tre anni perse 34 kg. Poi abbandonò la dieta per tuffarsi in un mare di cibo cinese take-away, ingrassando di quasi 41 kg.

kirstie-alley-Ora il suo fisico starebbe per cedere. Gli specialisti hanno lanciato l’allarme, aiutati da un sofisticato calcolatore che ha emesso la tragica sentenza. “Ci sono indizi emozionali, mentali, fisici, nutrizionali e spirituali che ci aiutano a capire quanto potremo vivere” ha spiegato il dottor Wanis. “Analizziamo anche le relazioni interpresonali e i rapporti con la famiglia e gli amici. Infine ci concentriamo sullo stile di vita: dove si vive e in che modo”.

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Essere ottimisti fa bene anche al fisico.

Secondo molti esperti, l’ottimismo avrebbe il potere di potenziare il sistema immunitario, riducendo il rischio di contrarre malattie infettive. Il buonumore, infatti, aumenterebbe le cellule specifiche proposte alla produzione di anticorpi a difesa del nostro organismo. Sul versante opposto, le emozioni negative, quindi i sentimenti pessimistici, così anche come gli stati d’ansia o depressione, mettono l’organismo in uno stato di stress che, alla lunga, abbassa le difese immunitarie. Vuoi cercare di potenziare il tuo serbatoio di buonumore, non proprio traboccante? Praticare un attività fisica in questo senso costituisce un valido aiuto. Correre, in particolare, potenzia lo sviluppo delle endorfine, sostanze presenti normalmente nell’organismo che hanno l’effetto di controllare l’ansia e la depressione, regalando benessere al fisico e alla mente.

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Altro che Bel Paese!Siamo sempre più depressi

Che sia colpa della congettura economica sfavorevole, della precarietà lavorativa. della paura per il futuro, il risultato non cambia: cresce il numero degli afflitti del “mal di vivere”.

I dati parlano chiaro: in Italia stiamo diventando sempre più tristi. E depressi. Un profondo malessere che interessa otre un milione e mezzo di italiani, ma anche un’ epidemia internazionale, se è vero come testimoniano i dati dell’OMS, Organizzazine Mondiale della Sanità, che la depressione colpisce circa 400milioni di persone nel mondo e che, entro il 2020, diventerà la patologia più diffusa, seconda solo alle malattie cardiovascolari. Un triste primato se si prende in considerazione solo la popolazione di età compresa tra i 15 e i 44 anni. Si stima che nel nostro Paese circa il 15- 20 % degli italiani avrà almeno un episodio di depressione significativo nella sua vita.

Una malattia da non sottovalutare. Ciascuno di noi, sottoposto a stress, reagisce diversamente: c’è chi non si lascia abbattere e chi sprofonda in un abisso senza fine. In una società come quella contemporanea, sempre più ricca di frustrazioni e prove da superare e sempre più povera di opportunità, in cui parole come mobbing e stress non solo sono entrate nel vocabolario collettivo, ma anche nella quotinianeità di ognuno, le difficoltà da superare possono sembrare davvero troppe. E allora ecco che ci assale la sensazione di essere dei falliti senza futuro. << La prima cosa da dire rispetto alla depressione è che si tratta di una vera e propria malattia e che, pertanto, in quanto tale va affrontata>>. Non è quindi semplice tristezza, ma un malessere profondo e durevole, caratterizzato da una sintomatologia ben precisa.<<Inanzitutto le azioni quotidiane che diventano progressivamente più faticose, poi fluttuazioni dell’umore, il desiderio di chiudersi in se stessi, apatia, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e dell’appetito..fino ad arrivare all’incapacità di intrattenere rapporti sociali o lavorativi>>Insomma diversi i sintomi così come diverse sono le forme in cui la depressione si può manifestare. Sebbene le tipologie cliniche siano molteplici, le più frequenti sono di tre tipi: episodio depressivo maggiore, disturbo bipolare e distemia. La depressione maggiore si manifesta con episodi caratterizzati da sintomi di una certa gravità che coinvolgono tutta la vita del malato e per i quali non è rintracciabile una causa precisa. Il disturbo bipolare, invece è caratterizzato da un’alternanza di episodi depressivi e di eccitamento maniacale durante i quali le persone possono diventare estremamente attive, irritabili o euforiche. La distamia, infine, presenta sintomi analoghi alla depressione maggiore, ma di minor entità.

Dalle cause alle cure. Molteplici sono le cause della depressione, sostanzialmente individuabili in fattori ambientali, biologici, predisposizione genetica, personalià, stress, malattie organiche e farmaci. Non c’è dunque un unico fattore determinante, piuttosto un insieme di elementi. Determinanti condizioni di vita, come un lutto, un abbandono, la perdita del lavoro o la fine di un rapporto di coppia, possono fungere da “innesco” alla depressione. Numerosi studi hanno rilevato alterazioni significative in tre neurotrasmettitori: serotonina, noradrenalina e dopamina. Tre sostanza coinvolte nella regolazione del tono dell’umore e delle reazioni emotive. A questo si associa la familiarità << Chi ha un genitore affetto da tale malattia è più esposto al rischio di diventare un depresso. Anche se naturalmente, non tutti i soggetti con carico familiare positivo sviluppano la malattia>>.

Ma la depressione si può curare. La ricerca scientifica indica che il 70% delle persone che soffrono di depressione risponde positivamente ai trattamenti farmacologici. Ma le medicine non sono l’unica soluzione. La cura in genere prevede anche un percorso di analisi psichiatrica o psicoterapica. Mentre l’ultia ratio, da prendere in considerazione solo quando le altre strade non hanno prodotto risultati apprezzabili, è la terapia elettoconvulsivante, una metodica che consiste nell’induzione di una crisi convulsiva mediante l’impiego di uno stimolo elettrico, effettuata con il paziente in anestesia generale. Decisamente più blanda è,  invece la terapia con luce bianca pulsante. In questo caso, il paziente viene posto sotto una lampada dotata di speciali tubi fluorescenti che emettono una luca bianca biologica, simile alla luce solare, in grado di rigenerare il corpo e la mente. Questo tipo di terapia, molto utilizzata in quei Paesi in cui le ore del sole nell’arco della giornata, sono ridotte, è invece poco diffusa in Italia.