Social Card ed economia domestica spiccia.

Ho letto le varie opinioni riguardo la Social Card e mi stupisco di quanto poco si facciano i conti. Come già detto, la cifra non è per nulla sostanziosa, risolve ben poco i problemi econimici dei non abbienti, 40€ al mese sono pochi, ma lo sono per tutti? Si dice che non ne escano nemmeno le sigarette, giustissimo, ma se pensiamo che una persona con reddito annuo pari a 6.000€ possa permettersi il gusto della Bionda, siamo già fuori strada! Con una cifra così, non ci si può permettere nulla che non sia essenziale. Prima del pacchetto di sigarette, un pensionato o una famiglia a basso reddito, pensa certamente ad avere qualcosa nel frigorifero, e allora andiamo a vedere, con degli esempi di economia spiccia, come quei 40€ possono essere d’aiuto.

10€ = 13,3 lt di latte  ( 0,74 al litro )   

10€ =  6,3 kg di pasta ( 0,79 500 gr )

10€ = 7 kg di passata ( 0,99 700 gr )

10€ = 2,71 kg di pane ( 3,68 al kg )

Questi sono prezzi medio alti, non da discount, dove le cifre sono quasi dimezzate.

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Che affari ai mercatini dell’usato!

L’inflazione corre, fare la spesa costa sempre di più, e così, c’è chi ricorre ai prestiti e chi sceglie la strada degli acquisti di seconda mano, che stanno vivendo un vero proprio boom. Dall’abbigliamento ai libri, ai cd e dvd, dagli accessori ai mobili, dai casalinghi agli elettrodomestici, dagli articoli sportivi a pc e telefonini, il mercato di seconda mano è sempre più gettonato da chi cerca di risparmiare anche meno della metà rispetto al nuovo. E di fronte a tanta richiesta sono aumentati negozi, mercatini  e grandi magazzini dell’usato con affiliati in franchising in tutta Italia.

Le cifre del successo. Secondo un indagine presentata alla camera di commercio di Milano, il mercato dell’usato è cresciuto in Italia del 34% negli ultimi quattro anni. E oggi sono quasi 3.500 gli esercizi commerciali che, nei vari settori, trattano articoli di seconda mano. Leader tra le regioni è la Lomabardia, con oltre 450 negozi seguita dalla Toscana (447) e Lazio (421), mentre tra le province troviamo in testa Roma (9,9%) del totale nazionale, davanti a Milano (7,1%) e a Napoli (6,2%).

Che cosa si compra di più. il settore merceologico che va per la maggiore è quello del mobile antico e usato (58,1% del totale, circa 2mila negozi) che è anche quello che ha registrato l’aumento più alto raddoppiando quasi dal 2004 a oggi.A ruota troviamo gli oggetti per la casa e i vestiti usati e non solo il vitage che spesso a prezzi da amatori e può costare più del nuovo. Ma in questi anni sono cresciuti moltissimo anche gli acquisti sportivi, dagli sci alle biciclette, abiti e articoli per l’infanzia. E c’è anche chi compra per qualche decina di euro vecchi computer, lavatrici, o materassi.

Funziona anche se vendi. Al mercatino degli articoli di seconda mano (formula che spopola anche su internet, basti pensare all’asta di ebay), non solo risparmia chi acquista (dal 30 al 50 fino al 70%), ma anche chi vende. Che può portare i suoi “pezzi” a grandi catene di articoli sportivi che organizzano ogni stagione il mercato dell’usato piuttosto che metterli in vendita su internet o sui giornali di annunci economici e, infine, ricorrere alla sempre più diffusa formula del cosidetto “conto vendita”. Molto utilizzata per abbigliamento e articoli per l’infanzia, ed estesa oggi a tanti settori come l’arredamento e gli elettrodomestici, il conto vendita prevede che il venditore affidi i suoi capi al negozziante che li metterà in vetrina. Quando li rivende, dà una percentuale (di solito la metà) a chi glieli ha portati.Insomma, una forma riveduta del baratto!

Come evitare trappole. L’importante, avvertono le associazioni dei consumatori, è tenere gli occhi aperti, valutare davvero il prezzo rispetto al nuovo, calcolando anche (pensiamo agli elettrodomestici o a un pc) quanto possano durare, e seguire alcune semplici regole.

Conservare lo scontrino quando viene rilasciato perchè spesso, trattandosi di una intermediazione tra privati, i centri di seconda mano non sono tenuti a emettere riceuta fiscale ma solo quella della provvigione per il venditore.

Controllare attentamenti i prodotti in vendita per rendersi conto dello stato d’uso. Per l’abbigliamento (dove si trovano in occasione anche capi griffati), per esempio, è importate che ci sia l’etichetta di composizione e meglio anche di manutenzione mentre nel caso di mobili, articoli per la casa ed elettrodomestici, chiedi la scheda tecnica che attesta quando sono stati fabbricati e in quali condizioni vengono venduti. Ricordati che anche per i negozi dell’usato vale la norma che ciò che si acquista deve essere conforme  al contratto di vendita, mentre è più difficile avere una garanzia anche se alcuni centri offrono alcuni giorni di prova con la possibilità di restituzione di quanto acquistato se scopriamo che ci sono difetti non rilevati dal negozio.

Quando si utlizza il sistema del conto vendita bisogna stare attenti, specialmente in caso di oggetti preziosi, gioielli, quadri, mobili d’antiquariato, che il prezzo di vendita sia in linea con il mercato e non invece artificialmente “ribassato” per favorire l’acquirente che magari è un commerciante nel settore.

Dove comprare. Con quasi 4mila negozi e magazzini presenti in Italia, indicarli sarebbe impossibile. Un consiglio è quello di visitare su internet i siti delle principali catene di franchising dell’usato con tutti gli acquisti e modlità di vendita. Tra questi ci sono www.mercatinousato.it (circa 170 affiliati in tutta Italia e ben 25milioni di articoli venduti), www.mercatopoli.it (che offre anche come servizio la visita a casa per valutare il tuo usato e campagne come il ritiro degli abiti della passata stagione) e www.opportunityshop.it